Monday, February 27, 2006

Calunniate, calunniate; qualcosa resterà!

Chi mai l'avrà detto? L'autore della massima, molto popolare e citata, non viene quasi mai menzionato. Quando però qualche presunto intellettuale lo cita, i padri si moltiplicano a dismisura. Il fatto ha stimolato la mia curiosità, anche perchè la dubbia moralità del detto non solo si riflette sul suo autore, ma viene quasi sempre utilizzata dal "citante" per screditare il contendente con cui arguisce. Non a caso, il "padre" più ricorrente è Voltaire, frequentemente ricordato da persone di parte cattolica, seguito da Goering, menzionato da quelli di parte comunista e da Lenin, da quelli di parte anticomunista, sottolineando purtroppo come questo detto non solo sia citato, ma troppo spesso messo in pratica nelle contese verbali, non solo politiche.

La curiosità mi ha indotto a seminare un po' di quesiti su internet, raccogliendo scarsissime. anche se utili risposte, quindi, ricordando l'altro detto "chi fa da sè fa per tre", mi sono rituffato in internet.

Per farla breve, ecco i risultati. Il concetto è probabilmete presente nella cultura occidentale fin dall'antichità classica, anche se la sua espressione latina «Audacter calumniare, semper aliquid haeret», «Calunnia senza timore: qualcosa rimane sempre attaccato», spesso riferita a Plutarco (1) è stata scritta da Francis Bacon (2). Il detto fu ripreso da molti autori successivi, inclusi Shopenhauer (3) e Marx (4).

Il detto in Italiano, che esprime in sostanza lo stesso concetto, deriva invece dal francese (Calomniez, calomniez; il en restera toujours quelque chose) frase pronunciata da Don Basilio, personaggio della commedia "Il barbiere di Siviglia" (1775) di Pierre-Augustin de Beaumarchais, messa in musica nel 1816 da Gioacchino Rossini (5).


BIBLIOGRAFIA


(1) http://www.ilriformista.it/rubriche/documenti/testo.aspx?id_doc=11137
In genere, la citazione «calunniate, calunniate, qualcosa resterà» viene attribuita a Voltaire, che un gerarca nazista proprio non è. A sua volta, però, il filosofo dei lumi la riprese da Plutarco: «Audacter calumniare, semper aliquid haeret», «Calunnia senza timore: qualcosa rimane sempre attaccato».

(2) http://etext.library.adelaide.edu.au/s/schopenhauer/arthur/counsels/chapter3.html
Francis Bacon: De Augmentis Scientiarum, Bk. viii., ch. 2: Sicut enim dici solet de calumnia, audacter calumniare, semper aliquid haeret; sic dici potest de jactantia, (nisi plane deformis fuerit et ridicula), audacter te vendita, semper aliquid haeret. Haerebit certe apud populum, licet prudentiores subrideant. Itaque existimatio parta apud plurimos paucorum fastidium abunde compensabit.]

(3) http://etext.library.adelaide.edu.au/s/schopenhauer/arthur/counsels/chapter3.html
Schopenhauer, citando Bacon:
SECTION 40. Even when you are fully justified in praising yourself, you should never be seduced into doing so. For vanity is so very common, and merit so very uncommon, that even if a man appears to be praising himself, though very indirectly, people will be ready to lay a hundred to one that he is talking out of pure vanity, and that he has not sense enough to see what a fool he is making of himself.

Still, for all that, there may be some truth in Bacon’s remark that, as in the case of calumny, if you throw enough dirt, some of it will stick, so it it also in regard to self-praise; with the conclusion that self-praise, in small doses, is to be recommended.45

45 Translator’s Note.—Schopenhauer alludes to the following passage in Bacon’s De Augmentis Scientiarum, Bk. viii., ch. 2: Sicut enim dici solet de calumnia, audacter calumniare, semper aliquid haeret; sic dici potest de jactantia, (nisi plane deformis fuerit et ridicula), audacter te vendita, semper aliquid haeret. Haerebit certe apud populum, licet prudentiores subrideant. Itaque existimatio parta apud plurimos paucorum fastidium abunde compensabit.]

(4) http://www.marxists.org/archive/marx/works/1864/economic/ch02a.htm#478
Karl Marx: "semper aliquid haeret" Citazione dal VI capitolo di Das Kapital


(5) http://spazioinwind.libero.it/labandadeisei/modire/c.htm
Dal francese: Calomniez, calomniez; il en restera toujours quelque chose; frase in cui si com pendia una lunga tirata di don Basilio nella com media Il barbiere di Siviglia (1775) di Pierre-Augustin de Beaumarchais, messa in musica nel 1816 da Gioacchino Rossini. La famosa frase è stata attribuita a Jean-Jacques Rousseau, a Voltaire, ai gesuiti, ma pare che il primo a esprimere il concetto sia stato il filosofo inglese Francesco Bacone (1561-1626).